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L’ORGANIZZAZIONE
DEL LAVORO PER PROCESSI IL PRESENTE STUDIO
E’ A CURA DELLA CATTEDRA
Principi
generali Il capitale umano svolge oggi un ruolo centrale nei
processi di creazione del valore, sia nelle imprese che nelle pubbliche
amministrazioni. Rispetto ad un passato molto recente sono quindi
necessarie tecniche di gestione innovative, capaci di incentivare il lavoro di
gruppo e di valorizzare capacità,spirito di iniziativa e creatività. Occorre soprattutto un management in grado di
assumere un nuovo ruolo,abile nel motivare i dipendenti di cui deve essere in
grado di misurare ed incentivare le prestazioni, preparato a guidare e far
funzionare i diversi comparti non sulla base della tradizionale catena di
comando, fondata sull’autorità, ma sulla base dei meccanismi di leadership:in
altri termini, deve affermarsi un nuovo stile di direzione, in cui l’enfasi
non è sull’assegnazione dei compiti, ma sulla delega vista come meccanismo
per realizzare la valorizzazione delle capacità individuali, attraverso un
processo di formazione e di condivisione di obiettivi oltre che di graduale
coinvolgimento e responsabilizzazione. Si tratta di un salto di qualità anche nella
concezione dei meccanismi di valutazione che, almeno in linea di principio,
dovrebbero tendere ad essere sempre più di tipo “premiante” rispetto a
comportamenti proattivi ed ai risultati, piuttosto che di tipo sanzionatorio
rispetto a deviazioni da routine rigidamente prestabilite. Di fatto, il funzionamento di una qualunque
organizzazione deve essere sostenuto da un sistema di gestione delle risorse
umane, orientato alla valorizzazione ed allo sviluppo, che non solo premi i
risultati,ma serva anche a segnalare concretamente i valori
dell’organizzazione, i comportamenti e le attitudini da incoraggiare o
scoraggiare. Esso deve inoltre aiutare gli individui a decidere
come suddividere al meglio il proprio impegno ed il proprio tempo tra obiettivi
e attività concorrenti. E’ importante che il sistema sia equilibrato:non
deve essere collegato,come spesso succede, solo al desiderio di evitare errori,
che porta all’inazione, ma soprattutto a favorire l’iniziativa individuale
anche nei confronti di situazioni in cui è necessaria l’assunzione di
responsabilità. Meccanismi di gestione di questo tipo richiedono la
capacità di tener conto del sistema di relazioni umane. Per questa ragione si
presenta innovativo e fruttuoso un approccio basato sulla preparazione di
specialisti capaci di governare i processi che coinvolgono le risorse umane, sia
nelle aziende che nelle pubbliche amministrazioni. Pertanto la natura rigida delle procedure non è
funzionale alla nuova organizzazione del lavoro per processi. Quel che si chiede
oggi alla pubblica amministrazione è la convergenza di conoscenze e competenze
volte alla realizzazione di obiettivi comuni. Il valore aggiunto di una pubblica amministrazione
non risiede nella realizzazione di prodotti standard: non serve più una
forza-lavoro indifferenziata, passivamente dedita ad attività di routine,ma
un numero e qualificato di persone cui si richiede competenza, iniziativa, Know-how e capacità di cooperazione e di innovazione, riferita
tanto all’impiego delle tecnologie ed alla gestione dei processi, quanto alla
cura delle relazioni interpersonali. La risorsa umana è la risorsa critica. La capacità di innovare ed aumentare la qualità e
ridurre costi e tempi di risposta, nell’ottica di un netto incremento di
efficacia e recupero di efficienza,ma anche da quelli immateriali: nelle
persone, nella loro formazione, nel sistema di relazioni e nella cultura
organizzativa. La grande sfida è pertanto quella di valorizzare e
sviluppare al massimo le risorse umane dell’amministrazione, realizzarne
appieno le potenzialità, accrescerne l’impegno, la professionalità, la
creatività, la partecipazione e, soprattutto, suscitare tra di esse una
cooperazione efficace. Fondamentale nell’organizzazione del lavoro per
processi è il principio della direzione attraverso la cultura: per una
cooperazione efficace deve essere assicurata una cultura organizzativa forte,
diffusa e condivisa. Per questo motivo, nell’organizzazione del lavoro
per processi, grande rilievo assume la funzione di formazione e sviluppo delle
risorse umane, che costituisce uno strumento, oltre che di ampliamento delle
conoscenze e delle competenze individuali, anche di condivisione di obiettivi e
di strategie di organizzazione. E’ necessaria l’istituzione di gruppi di
processo, team, altamente qualificati
e professionalizzati in grado di soddisfare le aspettative dell’utenza. LE VARIABILI
STRUTTURALI CHE COSTITUISCONO L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PER PROCESSI
SONO LE DUE POSIZIONI
FUNZIONALI: 1 - Posizione di staff (Uffici di staff) Costituiti da management specifico che presta
attività ad elevata qualificazione professionale, con apporto specialistico di
tipo consulenziale 2 – Posizione di line (Uffici di line) Costituiti da manager che svolgono attività di
gestione delle risorse umane fungendo da veri e propri leaders relazionali,
agevolando il lavoro altrui ed i rapporti umani all’interno del team e
facilitando l’apprendimento di nuove conoscenze LE VARIABILI DIPENDENTI DELL’ORGANIZZAZIONE DEL
LAVORO PER PROCESSI PER L’ACCESSO ALLE DUE POSIZIONI STRUTTURALI: A
– Formazione professionale B
– Stile di leadership La variabile A
è funzione dipendente delle capacità di apprendimento individuale; La variabile B
è funzione dipendente delle attitudini individuali, ovvero della propensione
alla gestione partecipativa delle risorse umane e del loro coinvolgimento agli
obiettivi. DOTAZIONI ORGANICHE I posti di funzione sono suddivisi in : 1 – Posizioni di staff (statisticamente occupano
il 30% delle necessità aziendali) 2 – Posizioni di line (statisticamente occupano il
70% delle necessità aziendali) Nel sistema privato il reclutamento delle risorse
professionali, in posizione di staff , è rivolto principalmente al personale
neo-diplomato, ovvero neo-laureato in ragione di: a)
introduzione delle nuove tecnologie, che la forza lavoro giovanile è più
incline a gestire in quanto meno refrattaria all’innovazione dei processi
lavorativi; b)
maggiore inventiva e dinamismo, correlata dal minor grado di assuefazione
al lavoro routinario, doti necessarie al cambiamento delle procedure. Il contingentamento della forza-lavoro giovanile,
dalle istituzioni scolastiche ed universitarie, è dunque una componente
essenziale nel turn over in quanto è
in grado di imprimere un’accelerazione alle dinamiche di gruppo conferendo un
apporto fondamentale al know-how. Nel sistema privato il reclutamento, sul mercato del
lavoro, delle risorse professionali in posizione di line avviene esclusivamente
assumendo personale qualificato con esperienza gestionale. Nelle amministrazioni pubbliche, la
taratura dei flussi in entrata nelle due posizioni strutturali
dell’organizzazione del lavoro (staff-line) non ha strumenti di calibratura in
quanto l’assunzione della forza-lavoro non è direttamente proporzionale alle
esigenze del datore di lavoro. Il metodo concorsuale, ancorché costituzionalmente
ineccepibile sotto il profilo di garanzia di reclutamento delle migliori risorse
umane offerte dal mercato del lavoro, difetta sul versante del convogliamento
del personale assunto a ricoprire le dotazioni organiche strutturali. L’assunzione, nel sistema privato, è mirata alla
copertura delle posizioni funzionali, monitorate, direttamente dal mercato del
lavoro. I margini di errore sono ridotti al minimo in quanto il datore di lavoro
si ispira, nel reclutamento dall’esterno, a due tipologie di offerta: a)
posizione di line: mediante personale esterno con esperienza lavorativa e
gestionale acquisita presso altre aziende, allorché le stesse non siano
ricopribili dalle risorse umane interne per effetto della saturazione; b)
posizione di staff: tendenzialmente contingentato da personale neo
diplomato ovvero neo laureato dotato dei requisiti richiesti
dall’azienda. L’amministrazione pubblica, essendo il metodo
concorsuale cogente, per l’assunzione del personale esterno, non dispone di un
volano di correzione degli squilibri derivanti da una forza-lavoro
“indifferenziata”. Il concorso, sotto il profilo tecnico, stabilisce il
grado di preparazione del personale assumendo ma non riesce a contingentare il
medesimo verso le due posizioni strutturali dell’organizzazione del lavoro per
processi. L’ATTITUDINE ALLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE La variabile indipendente inverificabile, con le
procedure concorsuali, è l’attitudine alla gestione delle risorse umane. Il grado di complessità dell’organizzazione del
lavoro per processi, il cui cardine è il lavoro di gruppo, deriva dal
sovvertimento del rapporto gerarchico tradizionale, dato da una direzione
autoritaria del sistema, ad un stile di leadership autorevole e partecipativo al
fine del conseguimento di obiettivi condivisi dal personale. LO STILE DI LEADERSHIP E’ la variabile dipendente delle attitudini
individuali. Quest’ultime sono ponderabili unicamente sul
personale in servizio che,sul posto di lavoro riesce a dimostrare di avere i
requisiti professionali e le capacità relazionali con il gruppo di lavoro. Nelle aziende private, attestate le doti naturali di
leadership, al dirigente viene affidato un progetto di “line”. E’ la garanzia che la risorsa critica
dell’organizzazione del lavoro, vale a dire la gestione delle risorse umane,
è correttamente impiegata al conseguimento degli obiettivi prefissati. Nelle amministrazioni pubbliche, a fronte di un
metodo di assunzione “indifferenziato”, rispetto alle esigenze del datore di
lavoro, il collocamento del
personale esterno alle due posizioni organizzative risulta squilibrato essendo
il metodo di reclutamento del tutto casuale e non canalizzabile. Le ripercussioni economiche sono evidenti: l’allocazione delle risorse, posta l’equazione
aziendalistica pubblica e privata, del 30% per le posizioni di staff e del 70%
per le posizioni di line è priva di fattori di correzione. La
percentuale di personale, sottoimpiegato, si traduce in un decremento
di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. LE RISORSE UMANE E PROFESSIONALI INTERNE Per correggere il reperimento casuale del personale
esterno (dato dalla commistione delle componenti: staff e line in quantità
inscindibili) la variabile ponderata è costituita dalle risorse umane e
qualificate endogene. Il vantaggio dell’impiego delle risorse umane
interne, indirizzato a colmare le carenze organiche nelle due posizioni
strutturali dell’organizzazione del lavoro per processi, è anche quello di
valorizzare le risorse professionali esistenti. E’, questo, il metodo
ricorrente delle aziende private che si rivolgono al mercato del lavoro soltanto
se non vi sono più risorse interne adeguate al fabbisogno. I VINCOLI NORMATIVI L’amministrazione pubblica è alle prese con i
limiti costituzionali che in parte imbrigliano il sistema di allocazione
efficiente delle risorse umane. Su questa strada vanno rivisitati i criteri di
transito, tra le aree e nell’ambito delle stesse,comunque
rispettosi dei principi concorsuali, mirati a ricoprire le posizioni
funzionali. Questi criteri devono essere selettivi e
meritocratici tenendo conto delle capacità e quindi delle attitudini espresse
sul posto di lavoro. Il percorso di carriera deve essere correlato da
adeguati corsi di formazione che verificano ulteriormente le potenzialità del
personale chiamato a svolgere funzioni dirigenziali. L’AREA TECNICA E FUNZIONALE DELLA VICEDIRIGENZA
(AREA QUADRI) Nel sistema privato l’area quadri svolge una
funzione di supporto e di complementarietà al management: è un’area
propedeutica alla dirigenza, entro la quale il personale,senza il vincolo
dell’anzianità di servizio, può accedere alla dirigenza per meriti
selettivi. E’ una sorta di tirocinio, come avviene in tutte
le arti, mestieri e professioni, il cui periodo è una variabile dipendente
delle attitudini individuali, mostrate sul posto di lavoro. L’arco di tempo di permanenza nell’area quadri
è utile, al lavoratore, per acquisire l’esperienza professionale a corredo
del titolo di studio. Al lavoratore vengono offerti strumenti di
formazione attraverso la partecipazione a corsi di specializzazione mirati alla
sua crescita professionale. Il datore di lavoro, ha modo di valutare le reali
capacità e le attitudini del lavoratore che, superato con profitto il periodo
di “apprendistato”, può fornire il suo bagaglio professionale nelle
posizioni funzionali (staff-line) per le quali gli viene consentito l’accesso. L’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro
per processi avviene con l’area della
vicedirigenza ( ovvero quadri), poiché consente di indirizzare le risorse umane
verso le due posizioni strutturali e funzionali di direzione d’impresa. Dunque esercita il ruolo fondamentale ed
insostituibile di reclutamento della forza-lavoro altamente professionalizzata,
atta a svolgere funzioni manageriali. Il rischio di una errata collocazione delle risorse
umane viene ridotto al minimo. Nelle amministrazioni pubbliche l’area della
vicedirigenza svolge un ruolo similare, equilibrando le dotazioni organiche
secondo le esigenze del datore di lavoro. La vicedirigenza ha, inoltre il pregio
di essere un’area professionale flessibile, affrancata dal rigido mansionismo,
ovvero dalla dicotomia amministrativo-contabile. Il vicedirigente, nell’organizzazione del lavoro
per processi, è il naturale referente delle funzioni delegabili dirigenziali.
L’attribuzione di queste a personale altamente qualificato consente al
dirigente di indirizzare le sue prestazioni professionali verso funzioni più
elevate di coordinamento delle risorse umane e delle attività produttive. Pertanto l’area della vicedirigenza è funzionale
ad un management in grado di motivare i dipendenti non sull’assegnazione di
compiti, ma sulla delega di funzioni vista come meccanismo di valorizzazione
delle capacità individuali, attraverso un processo di condivisione di obiettivi
oltre che di graduale coinvolgimento e responsabilizzazione. La separata area contrattuale della vicedirigenza
crea aspettative concrete di carriera a tutto il personale dotato dei requisiti
necessari all’accesso, estirpando il fenomeno della esternalizzazione
di talune attività professionali, rendendo più appetibile il lavoro
pubblico. Restano aperti al dibattito tra le parti sociali,
gli aspetti contrattuali inerenti: 1 - LA DECLARATORIA DI AREA 2 - SPECIFICHE PROFESSIONALI 3 - ACCESSO 4 - REQUISITI 5 -PASSAGGI D’AREA 6 -FASE TRANSITORIA 7 -NUOVA FASE DI APPLICAZIONE Quanto sopra è parte integrante della dialettica
sindacale e del programma di lavoro, nell’interesse comune – si auspica –
del capitale umano e delle risorse professionali più in generale. IL PRESENTE STUDIO
E’ A CURA DELLA CATTEDRA DI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PER PROCESSI CON LA COLLABORAZIONE DEL DOTT. ANGELO PAONE Facoltà
di Ingegneria gestionale di Tor Vergata -ROMA L’AREA TECNICA DELLA VICEDIRIGENZA
PRIMA
FASE DI APPLICAZIONE Istituzione
del ruolo della vicedirigenza, in ciascuna amministrazione. Inquadramento,
in tale ruolo, del personale
vicedirigente individuato dalla legge 145/02 art.7, comma 3, alla data di
entrata in vigore della stessa: a)
il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3, che abbia
maturato complessivamente cinque anni di anzianità in dette posizioni o nelle
corrispondenti qualifiche VIII e IX del precedente ordinamento b)
il personale non laureato, appartenente alle posizioni C2 e C3, che abbia
maturato complessivamente cinque anni di anzianità in dette posizioni o nelle
corrispondenti qualifiche VIII e IX,
che sia risultato vincitore di procedure concorsuali per l’accesso alla
carriera direttiva anche speciale. DECLARATORIA
DI AREA Attività
e compiti di elevata professionalità e responsabilità correlate alle posizioni
funzionali dell’ organizzazione del lavoro per processi ed ai suoi paradigmi
organizzativi, quali: a)
funzioni delegabili dirigenziali ( ex comma 1, lettera b),d) ed e)
dell’art. 17 D.lgs. 165/2001), c.d. empowerment,
ovvero disponibilità
all’acquisizione di deleghe ed assunzione di responsabilità; b)
attività di direzione, gestione e coordinamento - correlate ad elevate
responsabilità ed autonomia - del teamwork
e di controllo organizzativo (line); c)
attività di consulenza, di studio, di ricerca, ispettive, di vigilanza e
verifica dei metodi (staff); d)
attività professionali correlate ad alta specializzazione afferente al
titolo di studio universitario specialistico. SPECIFICHE
PROFESSIONALI -
Vicario del dirigente in posizione di line, lo sostituisce in caso di
assenza assumendo, temporaneamente, funzioni dirigenziali; -
Direzione e gestione delle risorse umane messe a disposizione per il
gruppo di progetto, team, con assunzione di responsabilità e risultati; -
Gestione di progetti finalizzati e/o di task-force, project-manager; -
Consulenza, ricerca e studi finalizzati allo sviluppo dei progetti; -
Verifica delle risorse finanziarie e strumentali; -
Analisi dei costi dei piani di investimento; -
Funzioni ispettive e di audit della corretta destinazione dei fondi
destinati agli investimenti produttivi; -
Attività finalizzate a realizzare economie di spesa e razionalizzazione
dei centri di spesa; -
Consulenza ad attività specialistiche in posizione di staff; -
Predisposizione dei piani finanziari ed economici, analisi con
metodologie accrual; -
Attività di elevato contenuto professionale correlate alle specificità
di ciascun dicastero A
REGIME ACCESSO: dall’esterno,
mediante concorso pubblico, con identica percentuale prevista per i passaggi tra
le altre aree; dall’interno attraverso procedure concorsuali per meriti e
titoli . REQUISITI: Diploma
di laurea specialistica, per l’accesso dall’esterno; Diploma
di laurea specialistica, ovvero diploma
di laurea breve, integrati da corsi di formazione professionale specifici, per
l’accesso dall’interno. PASSAGGI
D’AREA – SVILUPPO PROFESSIONALE Avvengono
con i criteri di uniformità ed equità sanciti dalla Costituzione, per tutte le
aree ivi compresa quella della dirigenza. Dall’esterno,
con concorso pubblico, secondo le normative vigenti e nei limiti del 50%;
dall’interno con procedure
concorsuali per meriti e titoli. In
allegato schema sintetico di sviluppo professionale. FASE
TRANSITORIA Nel
passaggio dal vecchio al nuovo sistema di reclutamento vanno osservate le
disposizioni normative previste dalla Legge 145/02, enucleate nella premessa. Con
riferimento alla notazione ARAN, pag.2, il nuovo modello prevede una
tabella di trasposizione a costo zero, con le norme di primo
inquadramento. Si
specifica, dunque, che nella prima fase di applicazione, la proposta di sviluppo
professionale è attuabile senza costi aggiuntivi. E’
auspicabile prevedere nel D.P.E.F. risorse finalizzate allo sviluppo
professionale.
NUOVA
FASE DI APPLICAZIONE Superate
le procedure di attuazione della legge 145/02, quindi di inquadramento giuridico
dei destinatari della vicedirigenza, inizia la fase di ricognizione delle nuove
dotazioni organiche in funzione del turn-over. Il
reclutamento, a regime, avviene secondo i criteri sopra descritti. SCHEMA
DI SVILUPPO PROFESSIONALE Il
percorso di carriera è coerente all’Od.L. in premessa. Infatti,
la valorizzazione delle risorse umane e professionali (nell’ambito
dell’azienda pubblica, analogamente a quella privata) svolge un ruolo
fondamentale. A
tal fine deve essere garantito, per tutte le aree, l’accesso dall’interno. Segue
schema sintetico di sviluppo professionale con quei criteri di uniformità ed
equità sopra descritti. SCHEMA
DI SVILUPPO PROFESSIONALE (A REGIME)
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