VICEDIRIGENZA COME SE PIOVESSE: Tribunale del Lavoro L’Aquila del 7 luglio 2010
Altri successi si aggiungono a quelli già ottenuti. Ricordiamo, brevemente gli ultimi: all’Agenzia delle Dogane
i primi quindici vicedirigenti (Giudice Claudia Canè), ora altri ventitré colleghi hanno conseguito la qualifica di vicedirigente dal Giudice del lavoro dell’Aquila (Italo
Radoccia) così distribuiti: dieci al Ministero per le
Infrastrutture e i Trasporti e tredici al Ministero di
Giustizia. Il Tribunale
dell’AQUILA con ben CINQUE
SENTENZE(229/10-97/10-98/10-99/10
e 167/10) ha ritenuto che la “P.A. si è mostrata inadempiente” (leggi il testo in primo piano)
per la mancata regolamentazione dell’ area della vicedirigenza con il CCNL 2006-2009 e che dal termine
iniziale di validità del CCNL invocato nasce la responsabilità in capo all’
Amministrazione relativa al mancato riconoscimento ai ricorrenti del diritto
all’ inquadramento. Una vittoria giudiziale della DIRSTAT che si affianca alle
altre e che confermano che il percorso intrapreso è quello corretto nonostante
il Ministro Brunetta ad una risposta scritta (405740) della seduta n. 291 del
1/3/2010 ha dichiarato testualmente che “il personale che ne abbia
i requisiti può accedere alla vicedirigenza soltanto
previa costituzione dell'area da parte della contrattazione collettiva
nazionale del comparto di riferimento. Da ciò consegue l'inesistenza di un
diritto soggettivo all'inquadramento, il quale potrà sorgere solo allorché la
contrattazione collettiva costituirà l'apposita area. (…) Le parti contrattuali non hanno inteso disciplinare la vicedirigenza attraverso il Contratto collettivo nazionale
del lavoro del comparto Ministeri sottoscritto il 14 luglio 2007, ma hanno rinviato
tale adempimento ad una sequenza negoziale successiva” .Siamo certi che grazie alla nostra professionalità arriveremo al risultato dichiarato.
Senza bandiere: così è nata l’area quadri, così
deve nascere la vicedirigenza!
Anche
Gli impiegati
scesero allora in piazza senza bandiere: né rosse, né azzurre, né verdi e
neppure viola.
Erano quarantamila
i colletti bianchi, stanchi di leggere nei contratti di lavoro il loro
inquadramento professionale assieme a quello degli operai. Non era una
manifestazione razzista nei confronti degli operai: erano semplicemente incazzati per non vedere mai riconosciuti, nei contratti di
lavoro, le loro professionalità. Esisteva un inquadramento unico – operai,
impiegati – che non rendeva giustizia delle diversità professionali esistenti
nel mondo del lavoro. Esattamente come oggi, a trent’anni
di distanza, avviene nei contratti del pubblico impiego. E’ una storia che si
ripete, ma che i nostri genitori hanno vinto. Noi ancora no!
Il discorso
sull'utilità dell'area della vicedirigenza, per il
reclutamento delle migliori risorse umane e l'immissione di quest'ultime nella dirigenza, ha le
stesse finalità dell'area quadri - istituita nel settore privato- per
consentire al datore di lavoro di scegliere tra le professionalità più elevate.
Attualmente le
funzioni dirigenziali- in assenza di un'area tecnica vicedirigenziale-consente
di assegnare il ruolo spettante al vicedirigente a
qualsiasi qualifica anche meno elevata. Molte nomine sono clientelari.
E' questo il motivo
ostativo principale della difficoltà di attuazione della vicedirigenza
perchè quest'area elimina i privilegi di natura
politica e clientelare.
Soltanto i
meritevoli devono far carriera.
Tale area è frutto
di sinergie con l'università di Tor Vergata di
scienze organizzative del lavoro (Ingegneria gestionale), quindi è il risultato
del lavoro di tecnici specializzati, non di
militanti di partiti politici.
L'errore più grande è insistere sul
colore politico e non sulla valenza tecnica dell'area. Per questo al Convegno per il 62° anniversario della fondazione
DIRSTAT sono stati invitati tutti i parlamentari dell'arco costituzionale,
senza esclusione alcuna. Non siamo e
non dobbiamo essere di parte perchè il fine è di raggiungere l'obiettivo della Vicedirigenza, quale area tecnica per l’accesso alla
dirigenza, con il sostegno di qualunque parte politica voglia sostenerla. Ci fa piacere che anche
forze politiche di sinistra si siano convinte della validità delle nostre idee
partecipando da tempo e con grande impegno alla proposta di una nuova
organizzazione del lavoro di cui
Altre formazioni
sindacali, non di matrice autonoma, sono invece impegnate a candidare propri
esponenti alla imminente
consultazione elettorale al solo vantaggio personale e non per sanare
un’ingiustizia che si sta consumando da oltre otto anni ( 2002).
ASSEDIO: dopo la sentenza del Giudice Grisanti a Roma si susseguono
i successi anche presso altri Tribunali.
Oltre alla
quattro leggi sulla Vicedirigenza si sta formando
nelle sedi giudiziarie una dottrina prevalente sulla corretta applicazione della
nuova area contrattuale: non vi è più scampo per i detrattori. Se il nuovo
contratto nazionale e con esso i contratti integrativi
non dovessero prevedere l’istituzione della Vicedirigenza,
la battaglia per i diritti acquisiti si farà più serrata (leggi qui l’ennesima sentenza vittoriosa della Sicilia).
Sentenza rivoluzionaria sulla Vicedirigenza:
si aprono nuove prospettive
Il 17
luglio 2009 segna una data storica per la vicedirigenza.
Il Giudice del Lavoro, dott. E. Grisanti, del
Tribunale di Roma, con sent. n.
Sentenza Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione
Sicilia
I DEPUTATI REGIONALI DEL PD FARAONE E
MATTARELLA, A CUI VA IL RINGRAZIAMENTO (CHE STIAMO INVIANDO ANCHE
PERSONALMENTE) DELLA DIRSTAT E CONFEDIRSTAT, HANNO CHIESTO AL PRESIDENTE
LOMBARDO DI DARE IMMEDIATA ATTUAZIONE ALLA SENTENZA DEL CGA(CONSIGLIO GIUSTIZIA
AMMINISTRATIVA IN SICILIA) RECENTEMENTE PUBBLICATA, CHE DISPONE L'ATTUAZIONE
ENTRO 30 GIORNI, DELLA VICE DIRIGENZA NELL'ORGANICO DEL PERSONALE DELLA
REGIONE.
Dignità alla Dirigenza e alla Vicedirigenza
(dai lavori alla Camera del Gruppo UDC del 30.3.2009)
La caccia al fannullone
e la campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori pubblici, avviata a
livello di paranoia da Brunetta, ha
prodotto profonde lacerazioni nel tessuto sociale della società civile. La
ricerca dei consensi elettorali, prioritaria per taluni politici, rispetto alla
dignità calpestata quotidianamente dal demiurgo di turno, non risolvono i
problemi del pubblico impiego e delle riforme necessarie per il processo di
ammodernamento delle amministrazioni pubbliche. Tutte le sigle sindacali,
attorno al tavolo dei lavori avviati alla Sala Alcide De Gasperi,
hanno comunemente convenuto sulla necessità di costruire una piattaforma
rivendicativa affrancata dal disegno egemonico di Brunetta volto ad
intercettare il malessere dei cittadini e non anche quello dei lavoratori
pubblici. Il fronte sindacale tutto è apparso unito nell’intento di restituire
dignità alla dirigenza e vicedirigenza pubblica,
distratta dai proclami e dagli slogan propagandistici. Il nemico posto al ludibrio dell’opinione pubblica è il
funzionario dello Stato. L’approccio del Ministro della Funzione Pubblica ai
problemi dei lavoratori pubblici è demagogico ed il rimedio posto alla
produttività è stata la sottrazione di risorse economiche a favore dell’esternalizzazione del lavoro pubblico a danno della
valorizzazione delle risorse umane interne, della diminuzione dei fondi
necessari all’incentivazione e alla formazione professionale. Su queste
variabili strutturali dell’organizzazione del lavoro e sull’abbattimento delle
differenze di trattamento economico, normativo e culturale tra dipendenti
pubblici e privati si sta costruendo una piattaforma unitaria a tutela di
quanti, e non sono pochi, guadagnano onestamente il proprio stipendio. La lotta
ai fannulloni va affrontata sul versante della meritocrazia e sulla
differenziazione del trattamento stipendiale: unica vera arma di allontanamento
e di emarginazione dei lavativi. Dobbiamo introdurre questo strumento di
gestione privatistico anche nel settore pubblico.
Occorre premiare i meritevoli ed i più
capaci, valorizzando le professionalità e le risorse umane già esistenti,
ponendo un freno all’untore con proposte concrete. Il nostro proposito è di
acquisire la fiducia dell’opinione pubblica perduta non soltanto ad opera dei
fannulloni (esistenti peraltro anche nel settore privato) ma anche con il contributo devastante degli spot
dissacranti. Tassone e Ciocchetti
hanno chiesto a tutte le sigle sindacali un contributo di idee e di iniziative
che, attraverso un confronto con il Ministro Brunetta, dia luogo alla
costruzione di una riforma seria, al di fuori degli slogan, del pubblico
impiego a partire dalla dirigenza e dalla vicedirigenza.
Il primo incontro di lavoro si è concluso alle ore 19,45 del 30.3.2009. Vi
aggiorniamo sul calendario dei lavori.
Il Segretario
Generale Agg. DIRSTAT- Angelo Paone
E’ LEGGE IL PROVVEDIMENTO
“ANTI-FANNULLONI” (L.15/09)
ORA COMINCIA
“Promossi
o bocciati. I dipendenti pubblici non avranno più alibi: se la nuova ‘pagella’
con cui sarà misurato il loro grado di efficienza si rivelerà positiva,
potranno accedere ai premi di produttività; in caso contrario vedranno scattare
sanzioni progressive che potranno anche rasentare il licenziamento. Attorno a
questa tessera chiave è stato costruito il mosaico della riforma Brunetta
"anti-fannulloni", che ha ricevuto il via libera definitivo del
Senato. Una riforma che fa leva su alcuni strumenti innovativi per la pubblica
amministrazione italiana, come il ricorso a nuovi meccanismi di valutazione
supervisionati da un organismo indipendente ad hoc (Authority),
l'apertura di una nuova stagione contrattuale nel pubblico impiego e l'introduzione
della class action per i servizi pubblici locali, seppure solo in seconda
battuta rispetto alle Authority di settore. Ma la
legge Brunetta ripropone anche terapie un po' datate, che fino a oggi non hanno
prodotto grandi risultati: dall'accentuazione del criterio di responsabilità
dei dirigenti, che dovranno rendere conto (anche in termini economici) dei
risultati raggiunti e del funzionamento del nuovo sistema di valutazione, al
maggior ricorso alla mobilità, deciso anche per ridurre l'uso delle consulenze
e dei contratti a termine. Senza dimenticare quelli che ormai sono diventati
dei veri e propri ritornelli: la riduzione dei tempi (ancora oggi biblici) per
la conclusione delle procedure amministrative; l'obbligatorietà del cartellino
di riconoscimento per gli "statali", che in molti casi continuano a
difendere il proprio anonimato davanti agli utenti allo sportello. Il tutto
agendo anche su una riorganizzazione di alcune strutture, con il riordino dell'Aran, la rivisitazione di alcune funzione del Cnel e la discussa attribuzione di nuovi compiti alla Corte
dei conti per la quale l'opposizione ha accusato il Governo di invadenza
politica. Il ministro Renato Brunetta parla di riforma istituzionale e di
rivoluzione. Ma quello dell'approvazione del disegno di legge delega, collegato
alla manovra estiva, è solo un primo importante passo. Ora comincia la difficile stagione dei decreti
attuativi, decisivi per l'effettivo decollo della riforma. E per la
"pagella" dello stesso Brunetta.” (Marco Rogari-Il Sole 24 Ore)
ü
L’ A.S. 847-B (ex A.C.2031)
è ora costituito da 13 articoli (leggi il testo completo)
ü
Il nuovo testo sulla vicedirigenza: (Leggi qui) (ex art.7 A.C. 2031-ora art.
CIOCCHETTI: “il Ministro Brunetta si appresti ad
emanare subito l’atto d’indirizzo!”
Tutti gli interventi sulla Vicedirigenza
nella seduta n. 131 dell’11 febbraio 2009: (guarda qui)
TASSONE: “il
Governo avrebbe potuto fare di più.
POLI: “la vicedirigenza
fu introdotta per porre rimedio ad indiscriminati avanzamenti di carriera”
Gli interventi dei parlamentari nella seduta n. 130 del 10 febbraio
2009 alla Camera: (DOCUMENTO)
PALADINI: “Brunetta si è lavato le mani della Vicedirigenza”
Gli interventi dei parlamentari nella seduta n. 128
del 9 febbraio 2009 alla Camera: (leggi
tutto)
L’A.C. 2031: il commento
di BRUNETTA (apri il documento)
VICEDIRIGENZA
L'articolo 7 (Norma interpretativa
in materia di Vicedirigenza) dell’A.C.2031 (D.D.L. Brunetta) secondo le asserzioni del Ministro
(pubblicate sul sito della Funzione Pubblica): ” prevede che la vicedirigenza possa essere istituita e disciplinata
esclusivamente dalla contrattazione collettiva nazionale del comparto di
riferimento, che ha facoltà di introdurre una specifica previsione al riguardo
e, pertanto, il personale in possesso dei requisiti previsti dalla normativa
vigente può essere destinatario della disciplina della vicedirigenza
soltanto a seguito della sua avvenuta istituzione”. In buona sostanza Brunetta (leggi il
suo commento), dopo aver ridotto gli stanziamenti previsti con legge 266/05, di
ben 12 milioni di Euro a favore dell’agenzia anti fannuloni, slitta anche la decorrenza della vicedirigenza dal 1°gennaio 2006, già prevista dalle tre
leggi (145/02;168/05 e 266/05) al prossimo rinnovo contrattuale. Nella migliore
delle ipotesi, se non verrà abrogato l’art.7, a
gennaio 2010. Fatti salvi, ovviamente, i ricorsi in itinere dinanzi al G.A.
(per l’atto d’indirizzo) e al G.O. (per la qualifica),già
attivati dalla Dirstat.
Neutralizzati i ricorsi: il testo licenziato dalla I^ Commissione Affari costituzionali svincola la vicedirigenza dalla legge originaria. L’interpretazione autentica (“norma
interpretativa in materia di vicedirigenza”) viene
in soccorso della magistratura che, con questa norma, risolve definitivamente i
problemi ermeneutici della legge 145/02. Nessuna
sentenza, ivi compresa quella famosa del
Giudice Grisanti, è passata in giudicato. Se la
disposizione sottostante verrà approvata anche dai due rami del Parlamento non
vi è possibilità alcuna di vincere i ricorsi perché i Giudici dovranno
uniformarsi al nuovo testo di legge. Il vero ed unico scopo dell’emendamento è di porre fine alla
proliferazione dei ricorsi.
Art. 6-bis (6.0.200) ora art.7
(Norma
interpretativa in materia di vicedirigenza)
“L'articolo
17-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, si interpreta nel senso che la vicedirigenza
può essere istituita
e disciplinata esclusivamente ad opera e nell'ambito della contrattazione
collettiva nazionale del comparto di riferimento, che ha facoltà di introdurre
una specifica previsione al riguardo. Il personale in possesso dei requisiti previsti dal predetto
articolo può
essere destinatario della disciplina della vicedirigenza
soltanto a seguito dell'avvenuta istituzione di quest'ultima
da parte della contrattazione collettiva nazionale del comparto di riferimento.
Sono fatti salvi gli effetti dei giudicati formatisi alla data di entrata in
vigore della presente legge”.
SPORTELLO
VICEDIRIGENZA: giovedì 20
novembre dalle ore 16,00 alle ore 18,00
Ø Circolare n. 10/08: disposizioni per il collocamento
a riposo (clicca collocamento)
Ø ATTO D’INDIRIZZO per il biennio 2008-2009 (clicca
qui)
Ø Golpe del Governo
sulla Vicedirigenza (clicca golpe)
Ø Esautorate le
competenze delle Prefetture
A.C. 603/08
Ø CAZZOLA….”mazzola” il sistema pensionistico A.C. 1299